Venerdì di Repubblica: Se il vino rosso va di traverso

La malattia della vite provocata dal fungo peronospora incombe sulla vendemmia 2023. I produttori sono disperati perché non sanno più come contrastare il parassita che sta distruggendo parte delle uve dei vigneti d’Italia. Da mesi attacca le foglie, i germogli e i grappoli. Compromette maggiormente i vitigni dei rossi rispetto ai bianchi. Certo, è ancora presto per una previsione ufficiale sulla raccolta, tuttavia l’Osservatorio dell’Unione italiana vini stima un taglio della produzione del 40 per cento in Abruzzo sul Montepulciano e del 30 per cento in Puglia dal Salento a Foggia, le due regioni maggiormente colpite.
In Campania il fungo prospera di più nella zona appenninica. Più a Nord nella pianura Veneta, in Trentino e in Emilia Romagna,Toscana, Lazio, Marche. In Sicilia si sta diffondendo nel palermitano ma non sull’Etna.
La colpa è del piovosissimo maggio che ha permesso la diffusione del patogeno che prolifera in condizioni di elevata umidità e di temperature moderate, entro i 28 gradi.
«La peronospora è stata identificata per la prima volta nel 1834 in America, in Europa ce la siamo ritrovati alla fine dell’Ottocento» osserva l’enologo campano Vincenzo Mercurio, premiato con l’Oscar del Vino 2022 dalla Fondazione Italiana Sommelier. «Quest’anno la situazione è drammatica. Le piogge abbondantissime di maggio, mese in cui i germogli della vite sono in pieno sviluppo, hanno favorito l’ingresso del parassita nelle piante. Abbiamo avuto in un mese fino a 200 millimetri di pioggia, lo scorso anno ne erano caduti circa 40. Inoltre le precipitazioni sono state costanti, ha piovuto venti giorni su trenta».

Frattanto l’estate è arrivata, caldissima, e le macchie di peronospora si stanno bruciando. Il danno è però irrimediabile.
«Parliamo di una perdita media per alcune varietà e zone di circa il 30 per cento di produzione», conferma Mercurio. I produttori hanno combattuto come soldati, con grande tenacia per salvare la produzione. «Ho visto tante l persone soffrire, mortificate per l’incapacità di risolverel problema» rimarca l’enologo. «Per molti viticoltori quello che è accaduto rappresenta un dramma hanno sperimentato i forza distruttiva della natura. La v, oglia di non per raccolto,raccolto, la disperazione ha fatto sì che alcuni riclutlle entrassero comunque nelle vigne rese impraticabili dalle io abbondanti piogge». Due trattori si sono ribaltati, e solo per un caso nessuno si è ferito, o peggio.

Prev Vino da bere: LA CANTINA DI SOLOPACA AL PAESTUM WINE FESTIVAL 2023 E GLI STUDI SULLA FALANGHINA BENEVENTANA
Next Città del Vino: VINI BIOLOGICI E VINI NATURALI. PARLA IL WINEMAKER VINCENZO MERCURIO

Comments are closed.

error: Contenuti protetti
0
    0
    Il Tuo Carrello
    Your cart is emptyReturn to Shop